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L’imprenditore si assume la responsabilità dell’andamento dell’azienda stessa.
Durante l’anno finanziario l’imprenditore si trova, inevitabilmente, ad affrontare delle spese, fisse e variabili.

Il carico contributivo varia infatti con il variare degli utili, degli imponibili, più tutta un’altra serie di fattori. Tuttavia, il contributo versato in base ai guadagni ricavati è percepito dalle piccole e medie imprese in maniera estremamente negativa, specie se l’utile fiscale non corrisponde alla cassa reale, ancor più se inaspettatamente aumentato rispetto all’anno precedente.

Ma esiste un modo per non incorrere in pagamenti inaspettati, attraverso al tax planning.

Il tax planning consiste in una pianificazione finanziaria attenta, che ha come obiettivo quello appunto di stilare un piano annuale per ottimizzare il carico fiscale, una metodologia che prevede di usufruire delle opportunità contenute nella normativa fiscale, esplicitamente previste dal legislatore.

Le fasi

Il punto di partenza per il tax planning è innanzitutto lo studio dello storico, attraverso un’attenta analisi dell’imposizione fiscale dell’anno precedente, da qui la tax planning si occupa di prevedere ciò che ci aspetta per l’anno successivo.

Il tax planning si serve di una serie di strumenti per stilare un piano che permetta di migliorare la propria situazione, il controllo di gestione e la liquidità fiscale sono alla base.
Uno strumento utilissimo ma molti imprenditori non sono a conoscenza della sua esistenza.
Attraverso il tax planning è possibile avere una previsione delle tasse da pagare, senza aspettare l’incontro del commercialista nel buio più totale.
Si può anche prevedere l’importo dovuto al fisco e avere coscienza di dover avere a disposizione quelle risorse.